La dieta indicata nella terza età


Numerose indagini alimentari effettuate su soggetti in età avanzata hanno rilevato che sovente l’anziano non si nutre in modo adeguato al suo stato di salute e segue una dieta monotona, poco varia: verdura e frutta essenzialmente cotte, molto vino, poco latte, cibi esageratamente salati, niente uova, un solo tipo di carne, troppi condimenti.


Queste diete ristrette sono aggravate di solito da una dentizione imperfetta che crea problemi di masticazione e di inappetenza.


L’inappetenza, a sua volta, può essere aggravata dallo stato di solitudine in cui vivono spesso i soggetti anziani e di conseguenza da un’esagerata richiesta di cibi ricchi di carboidrati: pasta, riso, dolci (sia per un compenso psicologico sia per la loro facilità di preparazione).


A causa di questi errori alimentari protratti, spesso si verificano casi di malnutrizione con perdita di peso, astenia, scarsa resistenza alle infezioni. Ci sono anche casi opposti con diete ipercaloriche associate a disordini digestivi, turbe della glicemia, sovrappeso, accentuazione dei disturbi cardiovascolari.


Un regime dietetico corretto ed equilibrato è indicato in ogni periodo della vita. Questa raccomandazione è ancora più valida nella terza età, tenendo conto dell’aumento del rischio per malattie infettive, malattie cardiovascolari, disturbi metabolici.


In ogni caso, nella terza età, particolari aspetti fisici e psichici consigliano una strategia di intervento “morbida”, volta a razionalizzare piuttosto che a modificare radicalmente il regime nutrizionale.


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E’ molto importante garantire l’adeguato fabbisogno proteico circa il 15% delle calorie totali, ovviamente le proteine devono essere di elevato valore biologico, per cui si può ricorrere alla carne tritata e a quella di animali giovani (pollo, coniglio, tacchino), al pesce (anche surgelato) particolarmente indicato per la tenerezza del tessuto connettivo e per la presenza di acidi grassi omega-3, utili per combattere la patologia aterosclerotica.

Il consumo di pesce viene raccomandato almeno tre volte alla settimana.


La quota lipidica non dovrebbe superare il 30% delle calorie totali.

Per condire e cucinare è consigliabile l’olio extravergine di oliva (possibilmente crudo) per la presenza di acido oleico, di antiossidanti naturali come la vitamina E e per la sua buona digeribilità. Inoltre la scelta dovrebbe orientarsi verso acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi e grassi della serie omega-3.


La quota glicidica va compresa tra il 50% e il 55% delle calorie totali, di cui i glicidi semplici non devono superare il 15-20% per non provocare sbalzi nella glicemia.


L’apporto dietetico di fibre (25-30 g/die) va ottenuto attraverso il consumo di pane, pasta, legumi, frutta e verdura.

Se la quantità aumenta (per ridurre i problemi di stipsi) può provocare, come effetto indesiderato, un’aumentata perdita di principi nutritivi.


In genere l’anziano tende a bere poco (diminuisce la sensibilità allo stimolo della sete). Giornalmente un soggetto di 60-65 anni dovrebbe introdurre 30-35 ml/kg di peso corporeo di acqua (acqua come bibita e acqua contenuta negli alimenti).


Per questi motivi l’anziano deve essere sollecitato all’introduzione di liquidi (oltre all’acqua durante i pasti come minestre in brodo, spremute di agrumi, tè, camomilla, tisane, un bicchiere di vino ai pasti principali) sia per rimediare alla naturale disidratazione dei tessuti, sia perché il ricambio idrico facilita l’eliminazione delle scorie.


Il latte va gustato parzialmente scremato facendo attenzione alla tolleranza, soprattutto per coloro che nel corso degli anni hanno trascurato questo alimento.

Per garantire un adeguato apporto di calcio (indispensabile per combattere l’osteoporosi) si può ricorrere al latte privo di lattosio, allo yogurt, ai formaggi.


Con l’avanzare dell’età il fabbisogno vitaminico non scende, però bisogna tenere presente in alcuni casi l’alterato assorbimento intestinale e gli eventuali errori alimentari e che frequentemente può verificarsi carenza di vitamina D per ridotta esposizione alla luce solare.


Il fabbisogno di vitamine e sali minerali può essere assicurato aiutando gli anziani a cucinare tutti i giorni (piuttosto che utilizzare piatti riscaldati), a consumare frutta e verdura fresca, a ridurre l’uso di cibi conservati, precotti e inscatolati.


Il fabbisogno calorico totale va suddiviso in 4-5 piccoli pasti per non sovraccaricare la digestione.


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